Contesto normativo e risorse economiche per il piano Transizione 5.0
Il Piano Transizione 5.0 è finanziato attraverso il piano RePowerEU, integrato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Questo si basa sulla “decisione del Consiglio ECOFIN dell’8 dicembre 2023” e sul “Investimento 15 – «Transizione 5.0» della Missione 7 – REPowerEU”. Tali riferimenti normativi hanno importanti conseguenze su:
- Obiettivi di efficientamento energetico.
- Scadenze per la rendicontazione delle spese (entro il 31/12/2025).
- Esclusione di investimenti nei settori non conformi ai principi DNSH.
- Limiti alle risorse disponibili e necessità di autorizzare misure ex-ante.
Complessità del Piano e strategie di preparazione
La gestione del Piano Transizione 5.0 è più complessa rispetto alla Transizione 4.0, ritardando la pubblicazione del decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tuttavia, le imprese possono iniziare a lavorare su alcuni aspetti chiave in attesa dei dettagli operativi.
Definire il progetto di innovazione
È fondamentale stabilire se il progetto riguarda una struttura produttiva o un processo specifico. Le riduzioni dei consumi energetici devono essere almeno del 3% per le strutture produttive o del 5% per i processi interessati.
La struttura produttiva può comprendere più edifici contigui destinati alla produzione di beni o servizi. Il processo interessato è una fase specifica del ciclo produttivo o di servizio, comprensiva delle attività correlate.
Misurazione dei consumi energetici
I consumi ex-ante devono essere calcolati sui consumi registrati nell’anno precedente all’investimento. Se tali dati non sono disponibili, è possibile effettuare stime basate su metodologie tecniche e scientifiche.
Anche nel caso di misurazioni reali, è fondamentale documentare come sono state effettuate, mantenendo evidenze solide per eventuali controlli futuri.
Normalizzazione dei consumi ex-post
La riduzione dei consumi deve essere calcolata al netto delle variazioni dei volumi produttivi e delle condizioni esterne. Questo richiede l’uso di indicatori di prestazione che riflettano le variabili operative della struttura produttiva o del processo interessato.
Nuovi processi e scenari controfattuali
Per nuovi processi o ampliamenti significativi, dove non è possibile un confronto con consumi precedenti, si utilizzerà uno scenario controfattuale.
Questo scenario considera un’alternativa tecnica ed economica al bene oggetto di investimento.
Tempi dell’investimento
Rispetto alla Transizione 4.0, il Piano Transizione 5.0 impone tempi più stringenti per ordini, anticipi, consegne e certificazioni dei consumi ex-post.
Le imprese devono pianificare attentamente e stipulare contratti di fornitura con tempi di consegna certi, altrimenti potrebbero perdere l’accesso agli incentivi.
Soggetti certificatori
Le certificazioni energetiche devono essere rilasciate da esperti in gestione dell’energia (EGE) certificati UNI CEI 11339 o Energy Service Company (ESCo) certificate UNI CEI 11352.
Anche gli organismi di certificazione accreditati per ISO 50001 potrebbero essere inclusi. È importante scegliere soggetti certificatori con le necessarie competenze e qualifiche.
Nuove opportunità di investimento
Il Piano Transizione 5.0 amplia l’allegato B, includendo software e piattaforme per il monitoraggio dei consumi energetici e la gestione aziendale, acquistati insieme a software per l’efficienza energetica.
Questi strumenti saranno fondamentali per monitorare i consumi ex-post e potranno supportare le imprese nella rendicontazione di sostenibilità e negli studi di LCA.
Le aziende devono prepararsi subito per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal Piano Transizione 5.0, pianificando con attenzione ogni fase del progetto di innovazione e scegliendo con cura i soggetti certificatori.
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