Transizione 5.0: versione finale del Decreto Attuativo e novità

La versione definitiva del Decreto Attuativo del piano Transizione 5.0 è finalmente arrivata. Dopo un lungo confronto tra vari ministeri e la Commissione Europea, sono stati introdotti cambiamenti significativi. Questo articolo esplorerà tutte le novità, dalla disciplina del DNSH alle fonti rinnovabili, fornendo una panoramica dettagliata

Le novità del Decreto Attuativo

Compromesso sul DNSH

La disciplina del DNSH (Do Not Significantly Harm) è stata modificata per consentire l’accesso al piano a settori precedentemente esclusi come agricoltura e industrie energivore. Questo è stato possibile grazie a un accordo specifico con la Commissione Europea. Le attività che utilizzano combustibili fossili in modo temporaneo e tecnicamente inevitabile potranno ora accedere agli incentivi.

Dettagli sulle esclusioni

Le esclusioni riguardano:

  • Attività che utilizzano combustibili fossili temporaneamente.
  • Macchine mobili non stradali e veicoli agricoli e forestali.
  • Attività energivore con un impatto ridotto sui consumi energetici.
  • Progetti innovativi che aumentano l’efficienza energetica senza prolungare la durata di vita degli impianti di trattamento rifiuti.

Rinnovabili: energia termica per autoconsumo

Un’altra importante novità è l’inclusione degli impianti per la produzione di energia termica come fonte rinnovabile. Questi impianti, utilizzati esclusivamente come calore di processo, sono ora ammessi all’incentivo se alimentati da energia elettrica rinnovabile.

Dettagli sui limiti di costo

Le tabelle per il calcolo del costo massimo ammissibile per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sono state aggiornate. Ecco i nuovi limiti per il fotovoltaico:

Fonte RinnovabileP ≤ 20 kWe [€]20 kWe < P ≤ 200 kWe [€]200 kWe < P ≤ 600 kWe [€]600 kWe < P ≤ 1000 kWe [€]1000 kWe < P [€]
Solare (fotovoltaico)1.3501.060970860800
Eolica2.6402.1601.2801.080
Geotermica2.7501.800
Idraulica2.9702.6402.3801.850

Elenco dei soggetti titolati a effettuare le certificazioni

L’elenco dei soggetti autorizzati a rilasciare certificazioni è stato ampliato. Oltre a EGE ed ESCo, ora possono certificare anche ingegneri iscritti nella sezione A dell’albo professionale con comprovata esperienza nell’efficienza energetica dei processi produttivi.

Altre novità

Tra le altre novità troviamo:

  • L’eliminazione della seconda comunicazione periodica per gli investimenti del 2024.
  • La necessità di mettere in funzione gli impianti entro un anno, piuttosto che allacciarli alla rete elettrica.
  • La definizione della data di completamento del progetto di innovazione come la data di effettuazione dell’ultimo investimento.

Procedura per l’accesso all’agevolazione

Fasi della procedura

L’articolo 12 del decreto disciplina una procedura in più fasi per l’accesso all’agevolazione. Le imprese devono trasmettere comunicazioni via telematica attraverso la piattaforma “Transizione 5.0”, accessibile tramite SPID.

Fase 1: Comunicazione preventiva

La comunicazione preventiva verifica la disponibilità delle risorse corrispondenti al credito di imposta potenzialmente spettante. Deve includere informazioni sul progetto di innovazione, investimenti agevolabili e l’impegno a rispettare gli obblighi PNRR.

Fase 2: Comunicazione di avanzamento

Questa fase conferma l’avanzamento del progetto. Entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione dell’importo del credito d’imposta prenotato, l’impresa deve comunicare l’effettuazione degli ordini con pagamento a titolo di acconto di almeno il 20% del costo di acquisizione.

Fase 3: Comunicazione di completamento

Entro il 28 febbraio 2026, l’impresa deve trasmettere una comunicazione di completamento contenente tutte le informazioni necessarie per individuare il progetto di innovazione completato. Questo include la certificazione ex post di riduzione dei consumi energetici e attestati comprovanti il possesso della certificazione contabile.

Prossimi sviluppi

Il decreto attuativo del piano Transizione 5.0 introduce importanti novità che faciliteranno l’accesso agli incentivi per molte imprese italiane. Con l’inclusione di nuove fonti rinnovabili e un’ampia gamma di soggetti certificatori, il piano mira a promuovere una transizione energetica più inclusiva e sostenibile. Le procedure per l’accesso alle agevolazioni sono ben definite, garantendo trasparenza e chiarezza per le imprese.

Keynesia Tax Review e Keynesia Energy affiancano i gruppi di imprese nei loro investimenti al fine di massimizzare le agevolazioni in ogni attività aziendale, fornendo un servizio completo al cliente finale.

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