+18,2% di pil e crescita per PMI ed export, ma necessari investimenti e competenze
L’adozione su vasta scala dell’Intelligenza Artificiale (AI) Generativa potrebbe trasformare l’economia italiana, portando un significativo aumento del PIL e offrendo nuove opportunità alle piccole e medie imprese (PMI) e al settore dell’export.
Secondo il rapporto “AI 4 Italy: from theory to practice“, condotto da TEHA Group in collaborazione con Microsoft Italia, l’AI Generativa ha il potenziale di incrementare il PIL italiano fino al 18,2% nei prossimi 15 anni, con un valore aggiunto che potrebbe arrivare a 312 miliardi di euro.
Di questo, le PMI potrebbero trarre un vantaggio significativo, con un possibile incremento del valore aggiunto di circa 122 miliardi di euro.
Tuttavia, per sfruttare appieno queste opportunità, sarà essenziale colmare la carenza di competenze, attrarre investimenti e sviluppare infrastrutture adeguate. La trasformazione dal tradizionale Made in Italy al nuovo concetto di “Pensato in Italia” sarà una sfida cruciale per il Paese.
L’adozione dell’ai generativa in Italia: uno sguardo ai dati
L’introduzione dell’AI Generativa in Italia potrebbe generare un valore aggiunto annuo di 312 miliardi di euro entro i prossimi 15 anni, equivalente a una crescita del PIL fino al 18,2%. Le PMI, che costituiscono il cuore pulsante del tessuto economico italiano, potrebbero beneficiare di un aumento del valore aggiunto fino a 122 miliardi di euro, dimostrando come anche le aziende più piccole possano trarre vantaggio da queste tecnologie avanzate.
I risultati concreti dell’adozione dell’AI Generativa sono già evidenti per le aziende che hanno iniziato a utilizzare queste tecnologie: il 47% delle imprese ha riportato un aumento dei guadagni superiore al 5%, mentre il 74% delle aziende ha registrato una crescita dell’1%.
Nonostante il potenziale, l’Italia si trova di fronte a sfide significative, in particolare la carenza di competenze specialistiche e l’offerta accademica insufficiente. La fuga di giovani talenti formati nel Paese rappresenta un altro ostacolo da superare.
Le quattro leve per massimizzare i benefici dell’AI generativa
Per cogliere appieno le potenzialità offerte dall’AI Generativa, il rapporto individua quattro principali driver su cui il Paese dovrà concentrarsi:
Investimenti e open innovation
Gli investimenti nel settore dell’AI sono cruciali per lo sviluppo delle competenze e delle tecnologie necessarie. Nel 2023, il settore del Private Equity ha visto una crescita significativa, con oltre 90 miliardi di dollari investiti globalmente, principalmente negli Stati Uniti.
Tuttavia, l’Unione Europea e l’Italia sono rimaste indietro, attirando una minima parte di questi fondi. È fondamentale che l’Italia intensifichi gli sforzi per attrarre capitali e sostenere l’innovazione nel settore.
Modelli e software avanzati
I progressi tecnologici legati ai modelli e al software di AI sono essenziali per mantenere la competitività. Nel 2023, gli Stati Uniti hanno dominato il mercato, sviluppando il 69% dei modelli di AI più avanzati, mentre l’Unione Europea ha contribuito solo al 4%. L’Italia dovrà investire di più nella ricerca e nello sviluppo di modelli di AI per essere competitiva.
Infrastrutture e hardware
Le infrastrutture tecnologiche sono un altro punto critico. L’Italia è indietro rispetto ad altri Paesi, con sole 112 infrastrutture di data center su oltre 7.000 a livello globale. Investire in infrastrutture per supportare l’adozione dell’AI Generativa è fondamentale per attrarre investimenti esteri e garantire la sovranità digitale del Paese.
Competenze e talenti
La carenza di competenze specifiche rappresenta uno dei principali ostacoli per l’adozione dell’AI in Italia. Il Paese è al di sotto della media OCSE per quanto riguarda la diffusione delle competenze digitali.
Nel settore manifatturiero, l’Italia registra un valore di 0,54 rispetto all’indice di riferimento di 1. Questa situazione potrebbe compromettere la competitività del Paese a livello internazionale.
L’impatto dell’AI generativa su PMI ed export
Le PMI, che rappresentano il 98% delle imprese italiane, si trovano di fronte a sfide particolari nell’adozione dell’AI Generativa, a causa di risorse limitate e competenze tecnologiche insufficienti. Tuttavia, se le PMI riuscissero ad adottare queste tecnologie in modo efficiente, potrebbero ottenere significativi vantaggi economici.
Secondo il rapporto, le PMI potrebbero ottenere un aumento del valore aggiunto fino a 122 miliardi di euro, pari al 40% dei benefici potenziali legati all’AI Generativa. Questo incremento si verificherebbe se le PMI riuscissero a raggiungere un tasso di adozione dell’AI del 50%.
Aumento dell’export
L’AI Generativa potrebbe anche migliorare la produttività del settore dell’export italiano, riducendo i costi di produzione e aumentando i margini di profitto. Nel 2023, l’export italiano ha raggiunto un valore di 626 miliardi di euro, con una concentrazione significativa nei settori della meccanica, farmaceutica, abbigliamento, computer e dispositivi ottici e automotive.
L’adozione dell’AI Generativa potrebbe aumentare i margini delle imprese italiane del 19,5%, equivalente a circa 121,2 miliardi di euro. Il settore dei macchinari sarebbe il più avvantaggiato, con un incremento stimato di circa 20 miliardi di euro, seguito dai settori farmaceutico e dei dispositivi ottici.
Dal made in Italy al “pensato in Italia”
La velocità con cui l’Italia adotta l’AI Generativa sarà cruciale per il futuro del Paese. Secondo il rapporto, l’AI è una tecnologia in rapida evoluzione e l’Italia non può permettersi di rimanere indietro.
Gli autori sottolineano la necessità di passare dal concetto tradizionale di Made in Italy a un nuovo approccio, il “Pensato in Italia”, che sfrutti l’AI per creare prodotti e servizi unici e personalizzati.
Con 600 miliardi di euro di esportazioni in gioco, l’adozione rapida e strategica dell’AI sarà fondamentale per garantire il futuro competitivo del Paese.
L’adozione dell’AI nelle aziende italiane: stato attuale e sfide
Attualmente, solo l’8% delle aziende italiane ha adottato l’AI generativa in modo esteso, mentre la maggior parte delle imprese è ancora nella fase sperimentale a livello di team o individuo.
Il rapporto sottolinea che l’adozione su larga scala dell’AI è cruciale per migliorare l’efficienza operativa e aumentare la produttività complessiva. Per promuovere un’adozione su larga scala, è necessario affrontare alcune sfide:
Sfide principali nell’adozione dell’AI
- Lacune di competenze: La mancanza di competenze interne nell’AI rappresenta un ostacolo significativo all’adozione.
- Consapevolezza e comprensione: Molte aziende faticano a comprendere appieno le applicazioni e il potenziale dell’AI.
- Resistenza al cambiamento: La resistenza culturale all’interno delle aziende può rallentare l’integrazione delle tecnologie AI.
- Integrazione nei processi: Integrare l’AI nei processi aziendali esistenti richiede pianificazione e coordinamento.
Garantire l’adozione dell’AI attraverso soluzioni su misura
L’Italia deve anche concentrarsi sullo sviluppo di modelli di AI ottimizzati per il contesto linguistico e normativo italiano. Il rafforzamento dell’infrastruttura locale di data center è cruciale per migliorare la sicurezza dei dati, ridurre la latenza e garantire la sovranità digitale. Inoltre, le collaborazioni internazionali e l’innovazione aperta possono accelerare l’adozione dell’AI, ma è altrettanto importante investire in modelli di AI specifici per il contesto italiano.
Il futuro dell’AI in Italia: 7 proposte di policy
Per ridurre il divario nell’adozione dell’AI e garantire che l’Italia rimanga competitiva nel mercato globale, il rapporto del TEHA Group delinea sette proposte di policy chiave. Queste politiche si concentrano su tre fattori critici: competenze, innovazione e governance.
Lanciare un piano nazionale di alfabetizzazione sull’AI
Un programma di alfabetizzazione nazionale sull’AI dovrebbe essere implementato per sensibilizzare e diffondere conoscenze di base a tutti i livelli scolastici e tra i cittadini. Questo sforzo è cruciale, dato che l’Italia attualmente si trova al di sotto della media OCSE per le competenze in AI.
Espandere le competenze digitali di base e avanzate permetterà agli italiani di sfruttare appieno le opportunità offerte dall’AI.
Espandere i programmi educativi focalizzati sull’AI
La seconda proposta evidenzia la necessità di rafforzare l’offerta formativa sull’AI nelle scuole e nelle università. Aumentare il numero di programmi accademici sull’AI garantirà un flusso costante di talenti per soddisfare le esigenze del settore AI in continua evoluzione.
La creazione di centri di ricerca specializzati favorirà inoltre l’innovazione e la collaborazione tra il mondo accademico, l’industria e il governo.
Attrarre talenti digitali globali e incentivare la formazione aziendale sull’AI
L’Italia deve attrarre talenti digitali internazionali e incentivare le aziende ad adottare programmi di formazione sull’AI. La collaborazione con i sindacati e le associazioni imprenditoriali può garantire che la formazione sull’AI sia in linea con le esigenze dell’industria.
Questo approccio contribuirà a colmare il divario di competenze e a rendere l’Italia più attraente per i talenti globali.
Creare un ecosistema AI per potenziare la leadership industriale
Per stimolare la leadership italiana nell’AI, in particolare per i prodotti “Made in Italy”, il rapporto suggerisce di istituire “AI factory” nei distretti industriali. Questi hub promuoveranno l’innovazione, collegando aziende, università e centri di ricerca per creare sinergie e accelerare l’adozione dell’AI.
Promuovere una strategia AI per l’industria 5.0 con risorse finanziarie adeguate
La quinta proposta chiede lo sviluppo di una strategia AI in linea con i principi dell’Industria 5.0, concentrandosi sulla collaborazione tra uomo e macchina.
Risorse finanziarie adeguate devono essere allocate per sostenere l’adozione e lo sviluppo dell’AI generativa, con un focus sull’innovazione che favorisca tanto le imprese quanto la società.
Stanziare fondi specifici per lo sviluppo dell’AI generativa
Investire strategicamente nell’AI generativa è essenziale per la competitività dell’Italia. Il rapporto sottolinea l’importanza di creare un quadro trasparente per l’allocazione dei fondi, assicurando che siano indirizzati verso iniziative che possano produrre il massimo impatto.
Rafforzare la governance dell’AI tramite la collaborazione istituzionale
È necessario fornire maggiore rilievo alle istituzioni già esistenti, responsabili dello sviluppo e del coordinamento dell’AI. Rafforzare queste strutture garantirà che la ricerca, lo sviluppo e l’adozione dell’AI siano allineati con le strategie economiche e industriali nazionali.
Promuovere la collaborazione tra istituzioni pubbliche, aziende private, università e centri di ricerca creerà un ecosistema che accelererà l’adozione dell’AI in tutto il paese.
Il percorso dell’Italia verso la leadership nell’AI
Adottando queste sette proposte di policy, l’Italia può ridurre il divario con altri paesi leader nell’adozione dell’AI e massimizzare il potenziale di questa tecnologia trasformativa.
Un approccio olistico che comprenda educazione, innovazione e governance è essenziale per garantire il successo futuro dell’Italia nel panorama dell’AI. L’integrazione dell’AI nei settori chiave non solo aumenterà la produttività, ma consoliderà anche la posizione dell’Italia come leader globale nell’innovazione AI.