Attiva l’agevolazione anche nel 2024, valida retroattivamente per attività realizzate e non dichiarate negli ultimi cinque anni
È disponibile anche nel 2024 il credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica.
Attualmente sono a disposizione agevolazioni tramite credito d’imposta, riconosciute a fronte di spese rientranti negli ambiti Ricerca & Sviluppo, Innovazione 4.0 e Design, con maggiorazioni di costo pari al 150% se al progetto partecipano università/organismi di ricerca e personale specializzato under 35.
Le aliquote si attestano sul 10% per R&S, 5% per innovazione e 5% per design.
La norma è retroattiva fino a un massimo di 5 anni: Keynesia propone audit gratuito al fine di valutare l’effettivo decreto di imposta ottenuto.
Per progetti sviluppati negli anni 2018-2019 viene riconosciuto un credito d’imposta per le spese inerenti ad attività di R&S, con aliquote differenti in base alla tipologia di spesa ammissibile che vanno dal 25% al 50%.
Come funziona il credito d’imposta R&S/I/D?
Il credito d’imposta può essere fruito in compensazione, nel limite massimo annuale stabilito. L’eventuale eccedenza non utilizzata potrà essere riportata nei periodi d’imposta successivi, nel rispetto dei limiti previsti.
Le attività per cui può essere richiesto il credito rientrano in 3 diversi ambiti:
- Ricerca e Sviluppo: attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico.
- Innovazione Tecnologica: attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati. Il credito spetta anche per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green.
- Design e ideazione estetica: attività finalizzate ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali.
Quali spese sono agevolabili con il credito d’imposta Ricerca e sviluppo, innovazione e design?
ATTIVITÀ DI RICERCA IN CAMPO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO
Le spese agevolabili con il credito d’imposta R&S/I/D sono relative alle attività di ricerca in campo scientifico e tecnologico. In particolare, il credito d’imposta è riconosciuto per le seguenti attività:
- Ricerca fondamentale: spese sostenute per le attività di ricerca teorica o sperimentale volte ad acquisire conoscenze scientifiche di base senza alcuna finalità applicativa specifica.
- Ricerca industriale: spese sostenute per le attività di ricerca pianificate e intenzionali allo scopo di acquisire nuove conoscenze e abilità, con l’obiettivo di sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o migliorare in modo significativo quelli esistenti.
Le spese ammissibili per il calcolo del credito d’imposta R&S/I/D includono:
- Spese di personale: comprendono i costi relativi ai ricercatori e ai tecnici impiegati direttamente nelle attività di ricerca e sviluppo.
- Spese per l’acquisto o l’affitto di beni materiali mobili e software utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo.
- Spese per i contratti di ricerca svolti da soggetti esterni che svolgono attività di ricerca e sviluppo per conto dell’impresa beneficiaria del credito d’imposta.
- Spese per l’acquisto di privative industriali relative a invenzioni, topografie di prodotti a semiconduttori o nuove varietà vegetali.
- Spese per servizi di consulenza e servizi simili relativi alle attività di ricerca e sviluppo.
- Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo.
Nel caso delle attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, il credito d’imposta può essere utilizzato fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022, con una percentuale del 20% della base di calcolo e un limite massimo annuale di 4 milioni di euro. Dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 10%, con un limite massimo annuale di 5 milioni di euro.
ATTIVITÀ DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA, 4.0 E GREEN
Il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati è riconosciuto in misura del 10% della base di calcolo, entro il limite massimo annuale di 2 milioni di euro, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023. Dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2023 e fino al 31 dicembre 2025, il credito d’imposta è riconosciuto in misura del 5%, sempre nel limite di spesa massimo di 2 milioni di euro.
Per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green, tese alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, il credito d’imposta è riconosciuto in misura del 15% della base di calcolo, entro il limite massimo annuale di 2 milioni di euro, fino al 31 dicembre 2022.
Dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2022 e fino al 31 dicembre 2023, il credito d’imposta è riconosciuto in misura del 10%, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro. Dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2023 e fino al 31 dicembre 2025, il credito d’imposta è riconosciuto in misura del 5%, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro.
Spese ammissibili
Le spese ammissibili al credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica includono i costi del personale impiegato esclusivamente nelle attività di innovazione tecnologica dell’impresa, le spese per i beni materiali mobili e i software utilizzati nei progetti di innovazione tecnologica, i costi per i contratti di innovazione tecnologica svolti da soggetti esterni, le spese per servizi di consulenza e servizi analoghi relativi alle attività ammissibili e le spese per materiali, forniture e altre spese simili impiegati nelle attività ammissibili al credito d’imposta. Si ribadisce che le spese eleggibili dovranno essere calcolate al netto di eventuali sovvenzioni o contributi ricevuti su queste stesse spese.
ATTIVITÀ DI DESIGN E IDEAZIONE ESTETICA
Il credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica finalizzate ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali (linee, contorni, colori, struttura superficiale, ornamenti, etc.) è riconosciuto fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023 in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro.
Dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2023 e fino al 31 dicembre 2025, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 5%, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro.
Spese ammissibili
Le spese ammissibili al credito d’imposta per attività di design e ideazione estetica includono:
- Personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegato presso le strutture produttive dell’impresa nello svolgimento delle attività di design e ideazione estetica ammissibili.
- Quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e altre spese relative ai beni materiali mobili utilizzati nelle attività di design e innovazione estetica ammissibili, compresa la progettazione e realizzazione dei campionari.
- Contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di design e ideazione estetica ammissibili.
- Servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente per lo svolgimento delle altre attività innovative ammissibili.
- Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività di design e ideazione estetica ammissibili.
Si ribadisce che le spese eleggibili dovranno essere calcolate al netto di eventuali sovvenzioni o contributi ricevuti su queste stesse spese.
Credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo: le novità del 2024
Con l’arrivo del nuovo anno sono entrate in vigore alcune modifiche alle aliquote del credito d’imposta per le attività legate all’innovazione tecnologica, al design e all’estetica innovativa. Rimangono invariate le agevolazioni fiscali per la ricerca fondamentale, la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico.
Inoltre, è stata abolita la possibilità di beneficiare del credito d’imposta potenziato, precedentemente disponibile per le attività di ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno.
Altre novità riguardano l’introduzione del nuovo credito d’imposta per la ricerca in microelettronica e l’introduzione della certificazione delle attività di ricerca e sviluppo. Quest’ultima consentirà alle imprese di ottenere una qualificazione ufficiale degli investimenti effettuati o previsti nelle attività ammissibili.
Non ultima, la possibilità di sfruttare retroattivamente la misura Ricerca & Sviluppo per attività realizzate e non dichiarate negli ultimi cinque anni.
Le nuove aliquote al credito d’imposta
Nel 2024 sono state apportate alcune modifiche alle aliquote del credito d’imposta.
In particolare, per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale nel campo della scienza e della tecnologia, viene confermata nel 2024 l’aliquota 2023 del 10% della relativa base imponibile. Il massimale annuo rimane di 5 milioni di euro, ma tale importo sarà adeguato proporzionalmente per i periodi d’imposta che non durano i tradizionali 12 mesi.
Per quanto riguarda le attività di innovazione tecnologica, design ed estetica innovativa, nel 2024 è prevista una significativa riduzione del credito d’imposta. Mentre nel 2023 questo beneficio era del 10%, nel 2024 è stato dimezzato al 5% della relativa base imponibile. Questo calcolo tiene conto della base imponibile netta meno eventuali sussidi o sovvenzioni ricevuti per la stessa spesa. Inoltre, sono stati fissati dei massimali annuali:
- 2 milioni di euro per le attività di innovazione tecnologica;
- 4 milioni di euro per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;
- 2 milioni di euro per le attività di design e di estetica innovativa.
Credito d’imposta per la ricerca in microelettronica
Nel 2024, il nuovo credito d’imposta per la ricerca in microelettronica dovrebbe essere pienamente operativo. Tuttavia, l’effettiva applicazione del credito richiede l’adozione di un decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy di concerto con il Ministro delle Finanze.
Il credito d’imposta per la ricerca nel settore della microelettronica, alternativo al credito per la ricerca e lo sviluppo, sostiene gli investimenti in progetti di ricerca e sviluppo nel settore dei semiconduttori. Il beneficio si estende anche alle attività di ricerca commissionate da soggetti esteri a imprese italiane. Lo stanziamento complessivo previsto per questa misura è di 530 milioni di euro.
Il credito d’imposta è disponibile per le spese sostenute nelle seguenti categorie:
spese di personale: ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario impiegato nel progetto;
- costi relativi a strumentazione e attrezzature utilizzate per il progetto;
- costi per la ricerca contrattuale, le conoscenze e i brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne;
- spese generali supplementari e altri costi di esercizio.
Il credito d’imposta non può superare:
- il 100% dei costi ammissibili per la ricerca fondamentale;
- il 50% dei costi ammissibili per la ricerca industriale;
- il 25% dei costi ammissibili per lo sviluppo sperimentale;
- il 50% dei costi ammissibili per gli studi di fattibilità.
L’intensità di aiuto può essere aumentata per le medie e piccole imprese, nonché per i progetti di collaborazione.
Il credito d’imposta può essere utilizzato solo in compensazione.
Le certificazioni necessarie
L’utilizzo della compensazione richiede il rilascio di un certificato del revisore dei conti. Tale certificato attesta che le spese sono state effettivamente sostenute e che corrispondono alle registrazioni contabili dell’impresa beneficiaria.
Un’altra importante innovazione prevista per il 2024 è l’introduzione del processo di certificazione per le attività di ricerca e sviluppo. Questo meccanismo consente alle imprese di tutelarsi da eventuali controversie sull’ammissibilità dei crediti d’imposta. La certificazione è vincolante per le autorità fiscali, a meno che non vi siano discrepanze significative tra l’attività certificata e quella effettivamente svolta.
Possono richiedere la certificazione le imprese che hanno già effettuato o intendono effettuare investimenti in attività ammissibili, a condizione che non siano state riscontrate violazioni sull’utilizzo dei crediti da parte di un rapporto o contestate da un atto fiscale.
Aliquote del credito d’imposta per Ricerca e sviluppo, innovazione e design
Il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo è stato prorogato fino al 31 dicembre 2031, mantenendo una percentuale del 20% fino al 31 dicembre 2022, con un limite di 4 milioni di euro. Dal 2023 al 2031, la misura si ridurrà al 10% con un limite di 5 milioni di euro.
Il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica, design e ideazione estetica è stato prorogato fino al periodo d’imposta 2025, mantenendo una percentuale del 10% per il 2022 e 2023, e riducendosi al 5% per il 2024 e 2025, con un limite annuo di 2 milioni di euro.
Il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 è stato prorogato fino al 2025. Resta al 15% per il 2022 con un limite di 2 milioni di euro, si ridurrà al 10% per il 2023 con un limite massimo annuo di 4 milioni di euro, e sarà stabilito al 5% per i periodi d’imposta 2024 e 2025, con un limite di 4 milioni di euro.
Tipologia di Credito d’Imposta | Periodo di Proroga | Percentuale | Limite Annuo (in milioni di euro) |
Ricerca e Sviluppo | Fino al 31/12/2031 | 20% | Fino al 31/12/2022: 4 |
10% | Dal 2023 al 2031: 5 | ||
Innovazione Tecnologica | Fino al 31/12/2025 | 10% | 2022 e 2023: 2 |
5% | 2024 e 2025: 2 | ||
Attività ecologiche e digitali | Fino al 31/12/2025 | 15% | 2022: 2 |
10% | 2023: 2 | ||
5% | 2024 e 2025: 4 |
Un caso studio di esempio
Di seguito facciamo un esempio pratico di utilizzo del Credito d’imposta R&S.
Un’azienda dell’industria casearia sta investendo in ricerca e sviluppo per introdurre nella sua filiera un nuovo processo di produzione ad alta tecnologia.
Gli investimenti agevolabili sono stati effettuati nei seguenti anni: 1.500.000 euro nel 2020, 2.500.000 euro nel 2021, 2.000.000 euro nel 2022, 2.500.000 euro previsti nel 2023 e 1.900.000 euro previsti nel 2024.
Questo caso rientra nell’utilizzo del credito d’imposta ricerca e sviluppo per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green, per raggiungere obiettivi di transizione ecologica o innovazione digitale 4.0.
La base imponibile totale è pari alla somma degli investimenti in ricerca e sviluppo degli anni sopra citati, ovvero 10.900.000 euro.
Il credito d’imposta è riconosciuto con le seguenti aliquote:
- Fino al 31 dicembre 2022: 15%;
- Dal periodo d’imposta successivo fino al 31 dicembre 2023: 10%;
- Dal periodo d’imposta successivo fino al 31 dicembre 2025: 5%.
Il credito d’imposta calcolato per i singoli anni di investimento è:
- 2020: 247.500 euro (15% di 1.500.000 euro);
- 2021: 375.000 euro (15% di 2.500.000 euro);
- 2022: 297.500 euro (15% di 2.000.000 euro).
Quindi, in prospettiva, per gli investimenti previsti nel 2023 e 2024, il credito d’imposta sarà:
- 2023: 250.000 euro (10% di 2.500.000 euro);
- 2024: 95.000 euro (5% di 1.900.000 euro).
In totale, l’impresa potrà usufruire di un credito d’imposta di 1.265.000 euro sul totale degli investimenti.
Altri esempi pratici
Esploriamo alcuni esempi di progetti e applicazioni nel campo del credito d’imposta per la ricerca e sviluppo:
Settore farmaceutico
Un’azienda farmaceutica utilizza il credito d’imposta per finanziare la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci. Questo include studi clinici per testare l’efficacia e la sicurezza dei farmaci, nonché ricerche di base per identificare nuovi bersagli terapeutici. Il credito d’imposta copre i costi di personale, materiali di laboratorio e attrezzature specializzate necessarie per tali progetti.
Settore tecnologico
Un’azienda di tecnologia utilizza il credito d’imposta per sostenere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie innovative. Ad esempio, investe nella creazione di nuovi algoritmi per migliorare l’intelligenza artificiale o sviluppare nuove tecnologie per l’Internet delle cose. Questi progetti richiedono risorse per la progettazione, la sperimentazione e il testing, che possono essere sostenute attraverso il credito d’imposta.
Settore automobilistico
Un’azienda automobilistica utilizza il credito d’imposta per finanziare la ricerca e lo sviluppo di veicoli elettrici o ibridi. Ciò include lo sviluppo di nuove batterie o motori più efficienti, nonché l’integrazione di tecnologie intelligenti per migliorare la connettività e la sicurezza dei veicoli. Il credito d’imposta contribuisce a coprire i costi di ricerca, sviluppo e prototipazione di tali progetti.
Settore energetico
Un’azienda del settore energetico utilizza il credito d’imposta per sostenere la ricerca e lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile. Ad esempio, investe nella progettazione e nello sviluppo di nuovi pannelli solari più efficienti o nel miglioramento delle tecnologie di stoccaggio dell’energia. Questi progetti richiedono ricerche scientifiche e ingegneristiche approfondite e il credito d’imposta contribuisce a sostenere i costi associati.
Settore agricolo
Un’azienda nel settore agricolo utilizza il credito d’imposta per finanziare la ricerca e lo sviluppo di nuove tecniche di coltivazione sostenibile o di miglioramento genetico delle piante. Ciò include studi per ottimizzare le tecniche di irrigazione o per sviluppare varietà di piante più resistenti alle malattie o più adatte alle condizioni climatiche. Il credito d’imposta contribuisce a coprire i costi di laboratorio, il personale specializzato e l’acquisto di attrezzature specifiche.
Affidati a Keynesia
Il credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo rappresenta un importante strumento di sostegno alle imprese. Attraverso il credito d’imposta e il rispetto delle certificazioni obbligatorie, le imprese possono beneficiare di agevolazioni finanziarie significative e migliorare la propria competitività sul mercato globale.
Keynesia è iscritto all’albo dei certificatori e può occuparsi dell’intero progetto.
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