Transizione 5.0: incentivi per l’innovazione e l’efficienza energetica

Agevolazioni in credito d’imposta per l’energia e la digitalizzazione

Il piano di agevolazioni Transizione 5.0 è dedicato a tutte le imprese che effettuano nuovi investimenti, in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, nell’ambito di progetti di innovazione da cui consegua una riduzione dei consumi energetici.

Vengono messi a disposizione 13 miliardi di euro, utilizzabili anche all’interno dei progetti realizzati tramite Keynesia Energy e Keynesia Tech. 

L’agevolazione consiste in un Credito di imposta di aliquota variabile (dal 35% al 45% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro) a seconda della riduzione dei consumi ottenuta a livello di stabilimento o di processo produttivo.

Sono ammessi investimenti in beni materiali e immateriali, oltre ai 6,3 miliardi dedicati allo sviluppo di impianti fotovoltaici, core business di Keynesia Energy.

Sfruttando gli impianti progettati integrando pannelli made in EU con efficienza di cella almeno pari al 24% si arriva a un incentivo potenziale del 63% (45% di aliquota massima del Transizione 5.0 con la maggiorazione del 140% della base imponibile).

Ammessa anche la formazione inerente le tematiche 4.0 ed energetiche, per un massimo del 10% dell’investimento complessivo.

Il credito d’imposta va calcolato a scaglioni considerando il singolo anno di investimento.

Cos’è il programma Transizione 5.0?

La Transizione 5.0 è un programma governativo finalizzato a favorire l’adozione di tecnologie innovative e sostenibili all’interno delle imprese, al fine di promuovere la trasformazione digitale e l’efficienza energetica dei processi produttivi. Lanciato nel contesto della crescente consapevolezza ambientale e dell’accelerazione della digitalizzazione, il programma mira a sostenere la transizione verso un’economia più verde e intelligente.

Come funziona il credito d’imposta ?

Si basa su un approccio integrato che combina incentivi fiscali con misure di supporto e orientamento. Le imprese che desiderano partecipare al programma devono investire in tecnologie e soluzioni innovative che favoriscano l’ottimizzazione dell’uso delle risorse energetiche. 

Il credito d’imposta con la Transizione 5.0 è uno degli strumenti principali per incentivare gli investimenti delle imprese. Le imprese che effettuano investimenti conformi ai requisiti del programma possono beneficiare di un credito d’imposta calcolato in base all’entità degli investimenti e al conseguimento di determinati obiettivi di efficienza energetica. Tale credito d’imposta può essere utilizzato per compensare imposte e contributi previdenziali.

Quali sono gli investimenti ammissibili

Per poter accedere all’incentivo, sono necessarie le seguenti condizioni:

  1. Effettuare un investimento in almeno uno dei beni strumentali materiali e immateriali elencati negli allegati A e B del Piano Transizione 4.0. È importante che tali beni siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
  2. I beni devono essere parte di un progetto di riqualificazione che miri a ridurre i consumi energetici.
  3. La riduzione dei consumi energetici deve essere pari almeno al 3% dei consumi energetici della struttura produttiva situata in Italia, oppure almeno al 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento.

Inoltre, l’allegato B riguardante i software viene ampliato. Ora, sono ammissibili agli incentivi anche i seguenti casi:

  • Software, sistemi, piattaforme o applicazioni per l’intelligenza degli impianti che permettono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o che introducono meccanismi di efficienza energetica attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati provenienti dalla sensoristica IoT di campo (Energy Dashboarding).

Impianti fotovoltaici

Gli impianti fotovoltaici e i sistemi per autoproduzione e autoconsumo di energia sono inclusi nell’accordo siglato con l’UE lo scorso agosto. In particolare, i fondi disponibili sono suddivisi come segue:

  • 3.780 milioni di euro per i beni strumentali
  • 1.890 milioni di euro per l’autoconsumo e l’autoproduzione
  • 630 milioni di euro per la formazione

Le risorse saranno distribuite equamente per due anni, prevenendo così il completo esaurimento del budget nel primo anno e fornendo opportunità di investimento anche nel 2025.

Per poter beneficiare degli incentivi nell’ambito dell’autoconsumo e dell’autoproduzione, è necessario che tali investimenti siano parte di un progetto di innovazione che include anche l’acquisto di beni strumentali.

Credito d’imposta e limiti

Una volta attivato l’investimento nei beni strumentali, è possibile richiedere il credito d’imposta anche per l’acquisto di “beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, esclusi gli impianti a biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta”.

Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, l’incentivo è limitato ai moduli prodotti negli Stati membri dell’Unione europea con un’efficienza di almeno il 21,5%. È prevista una maggiorazione del 120% e del 140% della base di calcolo per gli impianti che includono pannelli con maggiore efficienza.

Tale maggiorazione non si applica solo al costo dei moduli, ma si estende al costo dell’intero impianto fotovoltaico, portando ad un possibile incentivo del 63% (45% di aliquota massima del Piano Transizione 5.0 con una maggiorazione del 140% della base imponibile). È importante sottolineare che tale maggiorazione si applica solo agli impianti fotovoltaici e non ai beni strumentali o alla formazione.

Formazione e consolidamento competenze

In merito alla formazione, le spese ammissibili sono quelle finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi. Tali spese possono rappresentare fino al 10% degli investimenti effettuati nei beni strumentali, fino ad un massimo di 300.000 euro. Tuttavia, è necessario che tali spese siano erogate da soggetti esterni, selezionati mediante decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy. 

Aliquote del Credito d’Imposta Transizione 5.0

Le aliquote del credito d’imposta sono complessivamente 9 e possono essere maggiorate di 1,2 o 1,4 volte per gli investimenti in pannelli fotovoltaici ad elevata efficienza. Le aliquote di base sono le seguenti:

Per investimenti con riduzione dei consumi energetici non inferiore al 3% della struttura produttiva e il 5% del processo interessato dall’investimento:

  • 35% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 15% per investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 5% per investimenti oltre i 10 milioni di euro

Per gli stessi con riduzione dei consumi energetici superiore al 6% della struttura produttiva e il 10% del processo interessato dall’investimento:

  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% per investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 10% per investimenti oltre i 10 milioni di euro

Per interventi con riduzione dei consumi energetici superiore al 10% della struttura produttiva e il 15% del processo interessato dall’investimento:

  • 45% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 25% per investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 15% per investimenti oltre i 10 milioni di euro

Calcolo del Risparmio Energetico per Aziende

Per calcolare la riduzione dei consumi energetici, è necessario tenere conto dei seguenti punti:

  • Riportare i dati in base annuale
  • Fare riferimento ai consumi registrati nell’anno precedente agli investimenti
  • Considerare il risparmio netto al netto delle variazioni nei volumi produttivi e delle condizioni esterne
  • Per le nuove aziende, il risparmio energetico è calcolato rispetto a consumi energetici medi annui di uno scenario controfattuale definito nel decreto.

L’attività è piuttosto complessa, con parametri e indicazioni più stringenti del precedente credito d’imposta Industria 4.0.

Keynesia Tax & Review supporta l’intero processo di calcolo della riduzione dei consumi energetici.

Regole e Condizioni per il Credito d’Imposta Transizione 5.0

Periodo di conservazione dei beni

I beni agevolati devono essere mantenuti per almeno 5 anni. Se vengono ceduti a terzi per scopi diversi dall’attività aziendale, destinati a strutture produttive diverse o non si esercita l’opzione di riscatto per i beni in locazione finanziaria entro il quinto anno dal completamento degli investimenti, il credito d’imposta subisce una riduzione.

Cumulabilità degli incentivi

Il credito d’imposta Transizione 5.0 può essere cumulato con altri incentivi relativi agli stessi costi, a condizione che tale cumulo non superi il costo totale sostenuto e non concorra alla formazione del reddito imponibile dell’Imposta regionale sulle attività produttive.

Tuttavia, non è cumulabile con il credito d’imposta Transizione 4.0 e il credito d’imposta per gli investimenti nella ZES unica, poiché l’applicazione del Transizione 5.0 esclude automaticamente l’utilizzo dei benefici del Transizione 4.0.

Come fruirne?

Per fruire del credito d’imposta con la Transizione 5.0, le imprese devono seguire una serie di procedure e requisiti specifici. Innanzitutto, devono presentare al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la documentazione richiesta, compresa la certificazione ex ante che attesta la conformità del progetto di investimento ai requisiti del programma.

Successivamente, devono comunicare periodicamente al GSE l’avanzamento dell’investimento e, al termine, inviare una comunicazione di completamento corredata dalla certificazione ex post. Una volta ottenuto il credito d’imposta definitivo, le imprese possono utilizzarlo per compensare le imposte e i contributi dovuti.

Il GSE diventa il principale soggetto a cui le imprese dovranno rivolgersi e avrà a disposizione 45 milioni dei 63 milioni complessivamente assegnati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la realizzazione della piattaforma e il funzionamento dell’incentivo.

La procedura nel dettaglio

Ecco la procedura per fruire dell’incentivo:

  1. Le imprese devono presentare al GSE la certificazione ex ante, che attesta le caratteristiche del progetto di investimento e i risultati conseguibili, insieme alla comunicazione ex ante che descrive il progetto di investimento e il suo costo.
  2. Il GSE verifica la completezza della documentazione e trasmette al Ministero sia l’elenco delle imprese che hanno richiesto validamente l’agevolazione, sia l’importo del credito che, se ci sono risorse disponibili, risulta “prenotato” a questo punto.
  3. Le imprese beneficiarie devono inviare al GSE comunicazioni periodiche sull’avanzamento dell’investimento ammesso all’agevolazione. In base a queste comunicazioni viene determinato l’importo del credito d’imposta utilizzabile, con un limite massimo di quello prenotato. È possibile apportare variazioni in diminuzione, ma non in aumento.
  4. Alla fine dell’investimento, l’impresa si rivolge nuovamente al GSE per comunicare il completamento dell’investimento, accompagnato dalla certificazione ex post.
  5. Il GSE trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese beneficiarie e l’importo definitivo del credito d’imposta utilizzabile in compensazione.

Successivamente, bisogna attendere cinque giorni dalla trasmissione dei dati definitivi da parte del GSE all’Agenzia delle Entrate e presentare entro il 31 dicembre 2025 il modello F24 per fruire del credito. Se l’impresa non può utilizzare l’intero credito, può riportare in avanti l’importo non utilizzato e utilizzarlo in cinque quote annuali uguali.

Leggi anche la guida dettagliata alla fruizione dei benefici 5.0.

I controlli del GSE

A differenza del passato, in cui l’Agenzia delle Entrate chiedeva al GSE di effettuare le valutazioni tecniche, ora il GSE effettuerà controlli sulla base della documentazione tecnica e ulteriore fornita dalle imprese per verificare i requisiti tecnici e i presupposti per usufruire del beneficio.

È necessario fornire documentazione che dimostri la congruità e la pertinenza delle spese sostenute.

Non è più presente il divieto di cumulo con altre agevolazioni finanziate con fondi europei. Tuttavia, rimangono il divieto di cumulo con il piano Transizione 4.0 e il credito d’imposta per la ZES Unica.

Quali sono le certificazioni obbligatorie per Transizione 5.0?

Le certificazioni obbligatorie per beneficiare del credito d’imposta con la Transizione 5.0 includono la certificazione ex ante, che attesta la conformità del progetto di investimento ai requisiti del programma, e la certificazione ex post, che attesta l’effettiva realizzazione degli investimenti. Queste certificazioni devono essere emesse da valutatori indipendenti e presentate al GSE come parte della procedura di richiesta del credito d’imposta.

Le imprese hanno delle procedure specifiche da seguire e i documenti da produrre includono:

  1. Certificazione ex ante – un documento che attesta le caratteristiche del progetto di investimento e i risultati previsti.
  2. Comunicazione ex ante al GSE – un documento che descrive il progetto di investimento e il suo costo e che viene inviato al GSE.
  3. Comunicazioni di aggiornamento sull’avanzamento degli investimenti – le imprese devono informare periodicamente il GSE sull’avanzamento del progetto di investimento.
  4. Certificazione ex post – un documento che attesta il completamento dell’investimento.
  5. Comunicazione ex post al GSE – un documento che comunica il completamento dell’investimento al GSE.
  6. Attestazione dell’avvenuta interconnessione – un documento che certifica che l’impianto oggetto dell’investimento è stato correttamente collegato alla rete.
  7. Documentazione che dimostri congruità e pertinenza delle spese sostenute – le imprese devono fornire documentazione che dimostri che le spese sostenute sono congruenti e pertinenti al progetto di investimento.
  8. Certificazione contabile da parte del revisore dei conti – un documento che attesta l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza alla documentazione contabile dell’impresa.

Per quanto riguarda le due “comunicazioni” al GSE, la prima servirà per prenotare l’incentivo, mentre la seconda abiliterà la fruizione dell’incentivo. Inoltre, le imprese che non sono tenute per legge alla revisione legale dei conti potranno aggiungere 5.000 euro al credito d’imposta per coprire i costi della revisione.

Faq su Transizione 5.0

Quali tipi di investimenti sono ammissibili con la Transizione 5.0?

Sono ammissibili investimenti in tecnologie e soluzioni innovative che favoriscono la digitalizzazione dei processi e l’efficienza energetica.

Qual è l’importo massimo del credito d’imposta che un’impresa può ottenere?

L’importo del credito d’imposta dipende dall’entità degli investimenti effettuati e dal conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica stabiliti.

Quali sono i tempi per ottenere il credito d’imposta definitivo?

Una volta completata la procedura di presentazione della documentazione e la valutazione da parte del GSE, l’impresa può ottenere il credito d’imposta definitivo entro un periodo di tempo ragionevole.

Esempi di applicazione

Impianto Fotovoltaico per l’Autoconsumo

Un’azienda installa un impianto fotovoltaico sul tetto della propria sede per generare energia solare da utilizzare internamente, riducendo così la dipendenza dalla rete elettrica tradizionale e ottenendo un risparmio significativo sui costi energetici.

Un esempio pratico

Si considera la realizzazione di un impianto fotovoltaico business con potenza 100 kW utilizzando

  • Pannelli made in EU con efficienza celle al 23,5% 
  • Inverter di tipo Sungrow/Huawei

Costo al kW € 1.150

Costo totale impianto € 115.000      

Incremento base di calcolo del 120%   € 115000 * 120% = € 138000

Credito imposta 35% € 48.300 al netto € 66.700

Credito imposta 45%  € 52.900 al netto € 62.100 

Implementazione di un Sistema di Monitoraggio Energetico

Un’azienda implementa un sistema di monitoraggio energetico avanzato che rileva e analizza i consumi energetici in tempo reale, consentendo una gestione più efficiente delle risorse e identificando potenziali aree di ottimizzazione.

Considerazioni finali

Affinché la Transizione 5.0 possa avere un impatto significativo, è essenziale che le imprese comprendano appieno le opportunità e i requisiti del programma, nonché i benefici derivanti dall’adozione di tecnologie innovative e sostenibili. Inoltre, è importante che vi sia una collaborazione stretta tra il settore pubblico e privato per promuovere l’adozione diffusa delle migliori pratiche e soluzioni.

Per le imprese che intendono cogliere appieno le opportunità offerte dalla Transizione 5.0, è consigliabile consultare esperti del settore e agenzie governative per ottenere orientamento e supporto nella pianificazione e nell’implementazione degli investimenti. Inoltre, è fondamentale tenersi aggiornati sulle ultime novità e sviluppi del programma, poiché potrebbero esserci modifiche normative o nuovi incentivi disponibili nel tempo.

Affidati a Keynesia

Il programma Transizione 5.0 rappresenta un’importante iniziativa per promuovere la trasformazione digitale e l’efficienza energetica delle imprese, offrendo incentivi fiscali e supporto per gli investimenti in tecnologie innovative e sostenibili. Attraverso il credito d’imposta e il rispetto delle certificazioni obbligatorie, le imprese possono beneficiare di agevolazioni finanziarie significative e migliorare la propria competitività sul mercato globale.

Contattaci per un’analisi di fattibilità gratuita.

Articolo scritto da :

Parla con il tuo
consulente online

Se hai un quesito da porre o vuoi semplicemente contattarci compila il form, ti risponderemo entro 24 ore.

Hai domande? Contattaci