Transizione 5.0: tutte le novità

Transizione 5.0: le novità dell’emendamento del governo alla legge di bilancio

L’emendamento presentato dal Governo per migliorare il piano Transizione 5.0 introduce importanti novità in termini di cumulabilità, semplificazioni e revisione degli incentivi. Tuttavia, manca l’aumento delle aliquote e non sono stati ancora affrontati alcuni aspetti come il DNSH (Do No Significant Harm). Ecco tutti i dettagli sull’intervento, spiegati da Marco Calabrò, capo della segreteria tecnica del ministro delle Imprese e del Made in Italy.

La cumulabilità: più incentivi per le imprese

La principale novità è l’introduzione della cumulabilità totale del piano Transizione 5.0 con altri incentivi, incluse le misure finanziate dai fondi europei, che in precedenza erano escluse. Questo cambiamento è stato possibile grazie all’approvazione della Commissione Europea, che ha riconosciuto il carattere generale e automatico del piano, semplificando così la vita delle imprese.

Secondo Calabrò: “Le imprese potranno utilizzare un incentivo per una parte dei costi e, sulla quota restante, un altro incentivo, come ad esempio quelli regionali finanziati con risorse europee”. Rimane tuttavia il vincolo del divieto di doppio finanziamento, per cui gli stessi costi non possono essere coperti da più incentivi.

Le aliquote: revisione degli scaglioni

L’emendamento prevede l’unificazione dei primi due scaglioni: l’attuale fascia fino a 2,5 milioni di euro e quella tra 2,5 e 10 milioni saranno accorpate in un unico scaglione fino a 10 milioni. Questo accorpamento erediterà le aliquote più alte del primo scaglione, rendendo gli incentivi più attrattivi per le imprese senza bisogno di ulteriori aumenti.

Questa modifica compensa l’assenza di un aumento delle aliquote, reso superfluo dalla cumulabilità totale. Per gli investimenti oltre i 10 milioni, le aliquote saranno del 5% fino a un massimo di 50 milioni di euro per impresa beneficiaria.

Cosa cambia nei numeri?

  • Aliquota del 35% per investimenti fino a 10 milioni
  • Aliquota del 5% per investimenti oltre i 10 milioni (fino a 50 milioni)

Incentivi al fotovoltaico: nuovi schemi di maggiorazione

Un altro punto importante riguarda gli incentivi per il fotovoltaico. Lo schema attuale, che favorisce solo pannelli di tipo b) e c), viene rivisto per includere anche i pannelli di tipo a), meno costosi ma competitivi sul mercato. Le nuove maggiorazioni saranno del 30% per i pannelli di tipo a), 40% per quelli di tipo b) e 50% per quelli di tipo c).

Questa modifica mira a incentivare l’adozione di tutte le tecnologie disponibili sul mercato, superando le difficoltà legate alla concorrenza dei pannelli cinesi.

Qui lo schema.

  • Pannelli di tipo a): maggiorazione del 30%
  • Pannelli di tipo b): maggiorazione del 40%
  • Pannelli di tipo c): maggiorazione del 50%

Riduzione dei consumi a livello di stabilimentoRiduzione dei consumi a livello di processo produttivo (in alternativa)Classe A
F.V. efficienza > 21,5%
Aliquota 130%
Classe B
F.V. efficienza > 23,5%
Aliquota 140%
Classe C
F.V. efficienza > 24,5%
Aliquota 150%
tra il 3% e il 6%tra il 5% e il 10%45,5%49%52,5%
tra il 6% e il 10%tra il 10% e il 15%52%56%60%
oltre il 10%oltre il 15%58,5%63%67,5%

Semplificazioni: sostituzione di macchinari e ruolo delle ESCo

L’emendamento introduce importanti semplificazioni per le imprese, con due interventi principali:

  1. Sostituzione semplificata di macchinari obsoleti: i macchinari ammortizzati da almeno 24 mesi potranno essere sostituiti con nuove apparecchiature senza dover dimostrare ulteriori benefici, purché rispettino i requisiti di efficientamento energetico.
  2. Ruolo delle ESCo: le società di servizi energetici (ESCo) potranno beneficiare direttamente degli incentivi, a patto che gli investimenti apportino un beneficio energetico alle aziende clienti. Inoltre, gli interventi realizzati tramite contratti EPC (Energy Performance Contract) saranno considerati automaticamente idonei a conseguire i risparmi energetici richiesti.

Anche le società di locazione operativa potranno verificare i risparmi energetici rispetto ai consumi del locatario o del noleggiante, introducendo ulteriore flessibilità.

Tempistiche e proroghe

Tutte le nuove disposizioni si applicheranno anche alle pratiche già avviate. Tuttavia, manca una proroga per la scadenza degli investimenti, che rimane fissata al 31 dicembre 2025. La possibilità di estendere la scadenza al 30 aprile 2026 è ancora in discussione e sarà affrontata in un prossimo provvedimento. Il Governo si impegna comunque a garantire la rendicontazione entro il 30 giugno 2026.

Nuove faq in arrivo

La prossima settimana saranno pubblicate ulteriori FAQ per chiarire gli aspetti operativi del piano, dopo le importanti integrazioni già fornite lo scorso 2 novembre. Calabrò ha anche anticipato che il tema del DNSH resta ancora aperto: si sta discutendo con la Commissione Europea per evitare l’esclusione delle imprese energivore, che potrebbero contribuire significativamente alla riduzione dei consumi energetici.

Il testo dell’emendamento

Il cuore dell’emendamento è rappresentato dal credito d’imposta Transizione 5.0. Ecco alcune delle modifiche principali:

  • Cumulabilità estesa: il credito d’imposta sarà cumulabile con incentivi finanziati da programmi e strumenti dell’Unione Europea, rispettando il divieto di doppio finanziamento.
  • Revisione delle aliquote: il credito d’imposta sarà riconosciuto al 35% fino a 10 milioni di euro e al 5% per investimenti tra 10 e 50 milioni.
  • Efficientamento energetico: i macchinari sostituiti dopo 24 mesi di ammortamento contribuiranno al risparmio energetico con una quota fissa, rispettivamente del 3% o 5%, salvo dimostrazione di benefici superiori.
  • Ruolo delle ESCo: gli investimenti effettuati tramite contratti EPC saranno considerati automaticamente idonei per il risparmio energetico richiesto.

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Il Piano Transizione 5.0 rappresenta un’opportunità significativa per le imprese italiane di migliorare la loro efficienza energetica e tecnologica, accedendo a incentivi fiscali vantaggiosi. Con l’apertura della piattaforma GSE e le scadenze ormai fissate, è essenziale che le aziende si preparino per cogliere al meglio questa occasione.

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